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S01 EP02 · 27 luglio 2026 · 7 min

Cosa fa un SEO

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Riassunto dell'episodio

In questo episodio di PaleSEO, Alberto Di Maio prova a spiegare una volta per tutte cosa fa davvero un SEO, partendo dalla confusione che il termine genera fuori dagli addetti ai lavori. Racconta come il mestiere consista nel capire cosa cercano le persone e come Google legge e premia un sito, tenendo d'occhio dati, concorrenti e algoritmo: metodo, pazienza e un pizzico di intuizione.

Trascrizione

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Il mondo da un altro punto di vista. Paleseo. Benvenuti su Paleseo. Orientarsi nel web con lo sguardo di un SEO. Io sono Alberto Di Maio, SEO Specialist, e qui provo a rendere il digital marketing più chiaro e accessibile. Alla portata di tutti, insomma. Quando dico che faccio SEO di solito, parte un piccolo cortocircuito nel mio interlocutore. C'è chi capisce CEO, o SEO, che per un attimo pensa che io sia diventato amministratore delegato di qualcosa. Poi correggo: SEO. E lì spesso va anche peggio. Perché il CEO almeno sembra una cosa importante. SEO invece resta lì sospeso, come una sigla che molti hanno già sentito, ma che pochi vogliono davvero farsi spiegare durante una birra tra amici.

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E poi c'è mia madre, 70enne, con il rapporto che immaginate con la tecnologia. Quando le chiedono, ma tuo figlio che lavoro fa? Lei ha trovato la sintesi definitiva. Lavora su internet, che è bellissimo perché è vero, ma dentro può starci praticamente di tutto. Il SEO, il social media manager, lo sviluppatore che crea i siti, quello che ti vende i corsi online, i creators, gli influencer. Signori, è un lavoro vero. Dovete accettarlo. Ora hanno un albo dedicato su Agcom. Benvenuti nel 2026. Una categoria ampia, insomma. In fondo ci sta perché SEO è una parola un po' strana. Nel nostro settore la usiamo ogni giorno. Fuori da lì resta spesso una zona grigia tra Google, marketing, informatica e…

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Mio cugino ha fatto un corso. Ma andiamo con ordine. L'acronimo, intanto, significa Search Engine Optimization, ovvero, ottimizzazione per i motori di ricerca. La spiegazione che i più si danno, di solito, buttandola lì, è… Ah, quindi fai uscire i siti su Google. Che non è falso. È solo molto compresso. Un po' come dire che architetto, geometro e muratore lavorano tutti con le case. Sacrosanto! Però se devi costruire e ristrutturare, o capire perché sul muro del salotto si sta aprendo una crepa forse è utile sapere chi chiamare. Con la SEO succede qualcosa di simile. Da fuori sembra una cosa sola.

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Portare un sito su Google. Piccola nota. Quando dico Google, in questo episodio, intendo riferirmi a tutto l'universo dei motori di ricerca, come Yahoo, DuckDuckGo, Bing, eccetera. Da dentro, dicevo, invece, c'è un lavoro fatto di analisi, scrittura di contenuti, tecniche di marketing e anche studio di dati, con parecchi indizi da interpretare. Il lavoro del SEO, quando approccia a un progetto online di aziende o privati, sta nel capire fondamentalmente tre cose. La prima, cosa cercano davvero le persone, in riferimento a quel settore. Non quello che l'azienda vorrebbe dire di sé. Non «Qualità, professionalità e soluzioni su misura». Il prezzemolo del marketing.

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Le persone cercano problemi concreti. Non cercano per forza «miglior professionista del settore con esperienza pluriennale». Cercano cose tipo, perché il lavandino perde? Quanto costa chiamare un idraulico? Dove sturare uno scarico intasato? Quando devo cambiare la caldaia? Dietro ogni ricerca, c'è un'intenzione. C'è chi vuole capire, chi vuole confrontare, chi ha già un problema e vorrebbe risolverlo prima di cena. Il SEO parte da lì. La seconda cosa è, come Google capisce un sito. Noi vediamo testi, immagini, colori. Google deve leggere invece il contenuto e il suo codice, scansionarlo, collegare il tutto e interpretarlo. Qui entrano in gioco la struttura del sito, la qualità delle pagine, cosa porre in evidenza e tanti piccoli temi quotidiani da rivedere ogni volta che l'algoritmo di Google si aggiorna.

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E ahimè succede spesso. Un sito può essere bellissimo da vedere per un umano, e insieme, pessimo da interpretare per un motore di ricerca. Suggestivo, ma poco pratico. La terza cosa, invece, è perché Google dovrebbe scegliere proprio te? Perché online non sei da solo. Ci sono concorrenti, contenuti, le recensioni, forum, video, mappe e oggi, poveri noi, anche risposte generate sul momento dall'intelligenza artificiale. Il SEO guarda la SERP, ovvero la pagina dei risultati di ricerca, e prova a capire cosa sta premiando Google in quel momento per quella ricerca. Non solo chi è primo, ma perché è primo? Ha un contenuto più utile e più autorevole come fonte?

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Risponde meglio all'intento di ricerca? O semplicemente il collega SEO ha lavorato bene per anni mentre tu pensavi bastasse rifare il logo e aprire un profilo Instagram? Poi ci sono i dati, una lunga serie di strumenti tecnici da interpretare, alcuni forniti addirittura da Google, consapevole di aver bisogno di sottotitoli per essere capito, il più delle volte. Oltre a ciò è necessario uno studio sul campo dei concorrenti, gli aggiornamenti e le novità dei motori di ricerca, e ogni tanto persino gossip, leaks da processi oltreoceano e documenti che sembrano aprire uno spiraglio sul vero funzionamento dell'algoritmo. Ma i dati da soli non bastano, una pagina perde traffico, perde visitatori. Quindi, ok, perché? È cambiato Google?

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È cambiata la ricerca? È arrivato un concorrente migliore? Il contenuto è vecchio? Il sito ha problemi tecnici? Qui il SEO diventa un po' investigatore: mette insieme i segnali, l'esperienza e l'intuizione, possibilmente senza farsi prendere dal panico appena un grafico scende. Quindi che lavoro fa un SEO? Il SEO aiuta un sito ad essere trovato, capito e soprattutto scelto dai motori di ricerca. Studia come cercano le persone, come risponde Google, le mosse dei concorrenti e come un progetto possa essere utile all'utente finale. Perché se vendi SEO e arrivi primo per «come far bollire le zucchine» per un sito di rivendita auto usate, complimenti per le visite, ma forse abbiamo sbagliato festa.

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La SEO è metodo, strategia, tecnica e analisi, il tutto condito con una buona dose di pazienza, perché risultati a volte si fanno aspettare. Su internet, oserei dire per fortuna, non vince sempre chi urla più forte, vince chi si fa trovare quando serve, si fa capire e dà alle persone un buon motivo per essere scelto. Questo, alla fine, è il cuore del lavoro SEO. E siamo arrivati alla fine di questo episodio. Io sono Alberto Di Maio e questo era PaleSEO. Orientarsi nel web con lo sguardo di un SEO. Trovi tutti i contatti e le info dell'episodio nella descrizione dello stesso.

Trascrizione dell'episodio, generata automaticamente e rivista: possono restare imprecisioni.

L'autore

Alberto Di Maio

Biografia in arrivo: chi è Alberto Di Maio e perché ha scelto di raccontare questo podcast.