Vai al contenuto

S01 EP02 · 29 luglio 2026 · 7 min

Ucraina, una guerra per procura

UcrainaProxy WarRussiaStati UnitiEuropaGeopoliticaConflitto

Riassunto dell'episodio

Analisi approfondita del conflitto in Ucraina oltre la narrazione di parte, esaminando le dinamiche di una vera e propria proxy war globale. Vengono messi in luce i diversi interessi strategici di Stati Uniti, Russia ed Europa in uno scenario di stallo sanguinoso. Il podcast esplora infine le possibili vie d'uscita, dal modello coreano alla neutralità armata.

Trascrizione

0:01

Il mondo da un altro punto di vista. Il Mondo In Bilico. Il dannato giorno quando l'invasione russa dell'Ucraina si manifestò con tutta la sua violenza. Con le prime bombe russe lanciate alle prime ore del mattino.

0:48

Ora qualcuno avrà subito da ridire perché non bisogna assolutamente dimenticare il dramma dell'invasione della Crimea. La guerra del Donbass e ancora prima le rivolte a Piazza Euromaidan dove molti ucraini persero la vita manifestando. Determinante fu la decisione per l'Ucraina di avvicinarsi all'Unione Europea e ovviamente poi guai a non citare l'ingerenza degli Stati Uniti d'America e della Russia. Ma oggi proviamo ad andare oltre la narrativa semplificata del bene contro il male, come dicevo anche prima, per capire cosa sta realmente accadendo, chi sono gli attori in gioco e quali interessi si muovono in questo teatro di guerra. Quattro anni dopo l'invasione, il conflitto rimane in una fase di stallo sanguinoso. L'Ucraina ha vissuto fasi alterne, la resistenza iniziale che ha fatto fallire il blitz russo su Kiev, una contro-offensiva tra il 2022 e il 2023 e poi un progressivo languoramento fino ad arrivare in questi giorni dove le forze ucraine stanno riprendendo forza nel campo di guerra e addirittura attaccando la Russia dentro i suoi confini.

1:51

Comunque la popolazione ucraina è devastata con migliaia di morti, molte città sono state distrutte completamente. La città di Mariupol, simbolo della devastazione, è stata completamente distrutta prima di cadere in mano russa e ancora molte altre città sono irriconoscibili. Andare oltre una narrazione emotiva che domina i nostri feed di certo non è affatto semplice, c'è chi soffre ogni giorno anche ora che stiamo producendo questo podcast. Tutti sperano nella pace e nel silenzio delle armi, ma bisogna tornare ad una pace giusta e alla legalità. Non parleremo di crociate o di eroi contro mostri, ma utilizzando le lenti del realismo geopolitico la domanda scomoda che dobbiamo porci: l'Ucraina è diventata realmente solo il teatro di una guerra per procura tra l'Occidente e la Russia?

2:37

Dobbiamo parlare di proxy war, l'avete mai sentito questa parola? Un termine che segna il sottile confine tra il legittimo sostegno a una nazione invasa e l'utilizzo di quel conflitto per logorare un rivale strategico senza un coinvolgimento diretto delle truppe NATO, con un'Europa debole che viene tirata da una parte o dall'altra anch'essa oggetto di quel corteggiamento di convenienza russa e a stelle e strisce. Anche se ora c'è la novità Mario Draghi e la Merkel con il probabile ruolo di mediatori. Vedremo che succede. Dobbiamo parlare anche di un'economia della guerra con il peso del sostegno statunitense, non solo armi ma supporto al budget statale ucraino, con il conflitto che sta agendo da acceleratore per la difesa europea e americana, rinnovando arsenali obsoleti e testando nuove tecnologie sul campo, droni, intelligenza artificiale e guerra elettronica.

3:31

E infine l'economia russa con Mosca che ha trasformato la sua economia in una macchina bellica resiliente, aggirando le sanzioni tramite le collaborazioni globali tipo Cina, India, Turchia e vendendo energia a mercati alternativi. Ma su questo punto poi sarebbe da parlarne in modo più approfondito, tenendo conto della guerra in atto anche tra gli Stati Uniti e l'Iran. Magari più in là lo faremo. In questo stallo i tre soggetti protagonisti quindi di questo conflitto hanno interessi ben distinti. Gli Stati Uniti hanno come obiettivo non solo la sovranità ucraina, ma il degrado delle capacità militari russe, così da prevenire future minacce sul fronte orientale della NATO e lanciare un segnale alla Cina, su Taiwan, sulle loro capacità e quindi mostrare i muscoli. La Russia desidera invece negare, ma forse è meglio dire annullare l'identità ucraina, nel tentativo di ripristinare una zona cuscinetto strategica contro l'espansionismo occidentale, l'avrete sentito dire mille volte.

4:25

Va soprattutto ad aggiudicarsi le famose terre rare, ricche di materiali preziosi. E infine l'Europa dove vuole mantenere un'integrità legale e territoriale sul continente europeo con la frattura interna tra i falchi, per esempio Baltici e Polonia, che vedono la sconfitta totale di Mosca come unica via, con la Francia e la Germania preoccupate dalla deindustrializzazione causata dai costi energetici e dalla stabilità a lungo termine del continente. Ah, e l'Italia della Meloni, che sostiene l'Ucraina più che altro a parole, più che nei fatti. Come uscirne? Oltre ad ogni ipotesi di mediazione non accolta dalla Russia nella fase iniziale della guerra tentata da tanti paesi europei e non andati a buon fine, e con la stessa fine anche per gli ultimi tentativi di Trump con Putin, la speranza può puntare su tre possibilità.

5:17

Il cosiddetto stallo coreano, con un'ipotesi del congelamento del conflitto lungo le linee di controllo attuali, senza un trattato di pace formale, modello trentottesimo parallelo. La neutralità armata, con una possibile Ucraina nella Unione Europea, ma fuori assolutamente dalla NATO, o con un ruolo della Cina, con Pechino come unico attore con la leva economica necessaria per spingere Mosca al tavolo delle trattative, ma con una posizione statunitense sicuramente abbastanza scomoda da accettare, anche se il traffico in Cina negli ultimi giorni con le visite di Trump e Putin fa pensare anche ad altre soluzioni. Ma mentre le cancellerie calcolano i rapporti di forza e il PIL della difesa, resta sul campo una nazione devastata e una generazione di giovani russi e ucraini cancellata.

6:04

Uscire dalla propaganda significa capire che la pace non sarà un trionfo della giustizia assoluta, ma un compromesso tra interessi di potenza spesso cinici, una situazione che fa immaginare la riedificazione di una sorta di muro di Berlino, ma con il cambio del nome e del posizionamento, più a est, quindi un altro dannato muro in Europa. Ciò che fa impressione è come in un'epoca ricca di possibilità la morte nel nome delle solite convenienze economiche e commerciali ormai è diventata un'abitudine, è diventato tutto normale. L'Ucraina può incidere nella conferma o rinascita dell'Unione Europea, della sua forza commerciale ed economica e della capacità di difendersi da sola e di rendersi rilevante come continente geopoliticamente strutturato alla pari delle altre potenze mondiali.

6:50

Insomma, la solita dannata, schifosa e cinica guerra tra potenti e interessi meschini. Scorrono gli anni, ma la storia non cambia mai e non c'è verso di impararla.

Trascrizione dell'episodio, generata automaticamente e rivista: possono restare imprecisioni.

L'autore

Emiliano Fatello

Emiliano Fatello

Biografia in arrivo: chi è Emiliano Fatello e perché ha scelto di raccontare questo podcast.