Riassunto dell'episodio
In questa prima puntata del podcast Il Mondo in Bilico analizziamo la fine del multilateralismo e il passaggio a un ordine basato sulla forza. Dalla fine del bipolarismo storico fino all'attuale giostra impazzita della geopolitica globale, esaminiamo le crisi di ONU, USA, Cina ed Europa. Un viaggio per capire perché siamo entrati ufficialmente nell'era dell'egoismo strategico.
Trascrizione
Il Mondo da un altro punto di vista. Il Mondo in Bilico. Eccoci qui, con la prima puntata di questo arduo percorso sulla geopolitica. Partiremo da un po' di storia per arrivare ai nostri giorni e parleremo dell'ordine mondiale, quindi diamo un titolo a questa puntata e sarà l'ordine mondiale che fu. Parleremo della fine del multilateralismo e il ritorno della legge dei più forti. Ma partiamo facendoci qualche domanda che ci aiuterà ad addentrarci al tema appena enunciato.
Allora, il multilateralismo è davvero in crisi o non è mai davvero nato? A chi interessa mantenere questo sistema internazionale così debole e frammentato? È possibile riformare l'ONU senza il consenso dei paesi che ne detengono il [veto]? Guardando al futuro, questo caos normativo attuale favorisce le grandi potenze o le indebolisce? Tante domande, tutte complesse, che dubito potremmo trovare risposte facilmente noi con il nostro podcast del Mondo in Bilico. Allora, partiamo dalle certezze. Partiamo dalla storia, da tre fasi storiche da ricordare. La prima, dal bipolarismo tra il 1945 e il 1989, quando il consiglio di sicurezza dell'ONU veniva paralizzato dai veti incrociati dell'URSS e delle potenze occidentali sui temi della sicurezza.
Poi passiamo dal momento unipolare, secondo step, tra il 1989 e il 2008. Con il crollo dell'Unione Sovietica si passò al periodo della pax americana, anche se con poca pace effettiva perché gli Stati Uniti continuavano a condurre le loro solite invasioni ed interventi per sorvegliare il mondo nei propri interessi, insomma la famosa esportazione della democrazia. E il terzo step, con il multipolarismo caotico, e cioè dal 2008 ad oggi, con una fase che oggi si potrebbe definire multipolarità complessa, dove economicamente abbiamo tre poli dominanti, i classici Stati Uniti, Cina e Unione Europea. Però senza dimenticarci dell'avanzamento dei paesi del BRICS.
In questo cammino partito dal passato sino ad arrivare ai giorni d'oggi non possiamo tralasciare anche la garanzia di quell'organizzazione storicamente imprecisa delle Nazioni Unite con la struttura del Consiglio di Sicurezza che ha sempre incarnato quell'aspetto classico giuridico dei rapporti di forza esistenti alla fine della seconda guerra mondiale. Quindi sì, un sistema nato con un vizio d'origine ma che ha sempre regolato i rapporti sino ai giorni d'oggi. Allora sembra ben evidente che oggi il sistema si sta sgretolando e dobbiamo domandarci ma perché si sta sgretolando. Rimanendo nelle Nazioni Unite possiamo subito dire a causa del diritto di veto. Di certo sappiamo che accade spesso che il Consiglio di Sicurezza dell'ONU si paralizzi proprio per colpa del diritto di veto dei membri permanenti che impediscono interventi tempestivi in situazioni di crisi, situazioni che poi generano sempre più crepe e distanze tra i vari stati.
Oltre all'ONU però ci sono anche altri motivi che dobbiamo menzionare come la mancata adesione di alcune potenze globali ai trattati fondamentali, le varie ritirate dagli accordi internazionali come ad esempio la Brexit o l'abbandono degli USA dall'OMS fino alla paralisi decisionale del WTO. Poi via la scomparsa della fiducia nella virtù della globalizzazione e quindi con essa in automatico l'indebolimento dell'autorità e la legittimità della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e del WTO. E così con lo sgretolamento del sistema stiamo assistendo alla frammentazione del consenso occidentale. Se durante la guerra fredda l'Occidente mostrava un fronte relativamente compatto sui principi fondamentali, oggi invece è l'opposto. Emergono profonde divisioni interne e sono evidenti a tutti.
Allora, superato il momento del racconto delle puntate precedenti, immaginatevelo questo mondo dove le regole valgono solo per chi non ha abbastanza missili per infrangerle, dove la polizia del mondo è andata in pensione e non c'è un sostituto. Significa che stiamo passando da un ordine basato sulle regole ad uno basato sulla forza e ci stiamo dentro con tutte le scarpe. Ecco quindi che il multilateralismo, se vorrà continuare a essere tanto inclusivo quanto lo è stato in passato, dovrà tenere sempre più conto delle preferenze degli attori non occidentali, anche a costo di diluire il riferimento ai principi del vecchio ordine liberale. Se al contrario non vorrà rinunciare alla guida degli Stati euro-occidentali dovrà rinunciare ad essere inclusivi. Poi bisogna considerare l'America e nello specifico questa marcia, cioè quella di Trump, che ha smesso di fare l'atlante, il perno che regge il mondo e con iniziative come quelle in Iran che hanno fatto capire come gli USA hanno scelto di agire da soli.
Poi dobbiamo considerare la Cina di Xi Jinping che sta costruendo un ordine alternativo multilaterale basato su dipendenze economiche e infrastrutturali. L'invasione dell'Ucraina e le recenti escalation in Medio Oriente dimostrano che il tabù della forza è del tutto crollato. E infine è importante anche sottolineare quanto l'Europa si scopra nuda. Senza una difesa comune e con un'industria energetica ancora fragile, lo vediamo in questi giorni, fatica a imporre i propri standard normativi in un mondo che parla solo il linguaggio dei sussidi e delle armi. È proprio la legge del più forte. E in questo scenario possiamo dire che il diritto internazionale non è morto ma è intubato e prolungato, regna la forza bruta della finanza, dei dazi e della tecnologia.
Ecco che il 2026 segna la fine delle illusioni globaliste. Non viviamo in un sistema ma viviamo in una giostra impazzita e la sovranità oggi non si dichiara sui trattati, si misura nella capacità di resistere alle pressioni esterne e spesso sono violentissime. Benvenuti nell'era dell'egoismo strategico. Allora ecco che possiamo veramente dire che viviamo ogni giorno proprio in bilico e ci troviamo così con la Cina che cerca di mostrarsi forte e allo stesso tempo rassicurante in un mondo totalmente impazzito. Gli Stati Uniti che stanno impazzendo per recuperare la loro leadership nel mondo ed infine l'Europa con la sua capacità unica di muoversi da pachiderma in un mondo dove tutti corrono velocissimi, anche se continua ad essere allo stesso tempo anche l'unico posto al mondo dove ancora la democrazia fa la padrona e continuando a dover sopportare anche le angherie di Putin.
Siamo giunti alla fine della prima puntata. Vi saluto con affetto e mi raccomando, rimanete in bilico, non cadete, ciao!
Trascrizione dell'episodio, generata automaticamente e rivista: possono restare imprecisioni.
L'autore
Emiliano Fatello
Biografia in arrivo: chi è Emiliano Fatello e perché ha scelto di raccontare questo podcast.