Riassunto dell'episodio
In questo episodio esploriamo la vita straordinaria di Gerberto d'Aurillac, un vero e proprio genio del Medioevo salito al soglio pontificio come Papa Silvestro II. La sua immensa cultura, che spaziava dalla matematica all'astronomia, fu scambiata per magia nera, scatenando una scia di fake news e leggende che lo inseguirono ben oltre la tomba. Un viaggio affascinante tra storia e mistero.
Trascrizione
Il mondo da un altro punto di vista. Ma che storia è? Storie assurde, ma vere. Ciao e ben ritrovato. Oggi parliamo di fake news e se pensi che siano un problema attuale, hai assolutamente ragione. Però è un problema che esiste da quando esiste la storia. Prima le chiamavamo damnatio memoriae, adesso fake news. Tantissimi personaggi nella storia che sono stati colpiti dalle fake news e damnatio memoriae. Ma oggi voglio raccontarti di uno che ne ha subito in vita, in morte e addirittura molto dopo la morte.
Benvenuti al nuovo episodio di Ma che storia è, e oggi vi racconto la storia di Gerberto d'Aurillac, meglio noto come Papa Silvestro II. Gerberto nasce in Francia intorno al 945. È un genio assoluto. Studia in Spagna, a Barcellona, proprio vicino al confine con il mondo arabo. Lì impara cose che in Europa sembrano magia nera. L'abaco, perfeziona l'astrolabio e capisce perfino il funzionamento dello zero. Insomma, è un nerd del Medioevo. È molto intelligente, è abile, sa anche di politica e, grazie a queste sue doti, diventa il maestro dell'imperatore, arcivescovo e, infine, nell'anno 999, sale al trono di Pietro con il nome di Silvestro II.
Ora, tieni presente una delle cose che ho detto, cioè diventa maestro dell'imperatore. È molto amico con l'imperatore in un'epoca in cui impero e papato sono spesso in guerra. E proprio per questo, quando arriva a Roma, si fa moltissimi rivali che vogliono liberarsi di lui quanto prima possibile affinché il potere papale torni a rivaleggiare con quello dell'imperatore. E come si può far fuori un uomo molto intelligente, sicuramente non competendolo in furbizia e intelligenza, ma grazie al cielo esistono le maldicenze. E allora, perché non arrivare proprio ad utilizzare queste? Basta iniziare a dire: come fa questa persona a sapere tutte queste cose?
Come fa a calcolare le eclissi? E lì il complottista medievale che girava nella Roma antica, beh, è facile, gliel'ha insegnato il demonio. E da è un pour-pourri di leggende sempre più folli che vanno contro il povero Gerberto. Iniziamo dalla prima. Iniziano a girare voci che Gerberto abbia incontrato una fata demone di nome Meridiana, la quale gli ha promesso la tiara papale in cambio della sua anima. E una. Seconda, si dice che durante un viaggio per arrivare a Roma, abbia trovato la statua di un Cesare con scritto percuotimi. Tutti sbagliavano a colpire la statua, ma lui, in quanto genio, aspetta mezzogiorno.
Guarda dove cade l'ombra del dito, scava lì sotto e trova una stanza piena di tesori di Augusto. E che cosa fa? Prende i tesori? No, ruba un libro nero custodito da un genio e per non farsi catturare dal demone, né in terra né in mare, si mette a leggere il libro appeso a un ramo d'albero a testa in giù. Una roba da fumetti. Sicuramente chi ha fatto questa storia aveva letto qualche cosa sia dal mondo arabo che dal mondo norreno. Eppure pensate che non è neanche la più fantasiosa. La migliore è sicuramente la testa di bronzo parlante. Si diceva che Gerberto l'avesse costruita e che fosse in grado davanti a una domanda di politica di dare informazioni attraverso un sì e un no.
In buona sostanza gli si domandava: il Papa deve intervenire su questa cosa? Sì, no. Questo era sicuramente oppure no? Gli storici attuali pensano che questa magia della testa di bronzo non fosse altro che il modo di spiegare il sistema binario e il calcolo matematico con due sole cifre, 1 e 0. Gerberto cercava di insegnare matematica e dall'altra parte le persone vedevano solamente un demonio. Che poi, voglio dire, per alcuni la matematica è ancora così. Ovviamente tutte le storie di magia hanno bisogno di una fine tragica o di una profezia tragica e questa, secondo le leggende, l'avrebbe fatta proprio alla testa di bronzo che gli disse: morirai solo quando dirai messa a Gerusalemme.
Perfetto, dice Gerberto, che sicuramente come in tutte queste profezie non immagina il risvolto. E infatti il 3 maggio 1003 Gerberto si ritrova a celebrare una messa. A metà della funzione gli prende un malore improvviso. Alza la testa, guarda il nome della chiesa e capisce che il destino lo ha fregato sui dettagli. Infatti si trovava in Santa Croce in Gerusalemme. Ormai è arrivata la sua ora. Si pente, confessa di aver studiato le scienze proibite, questo dicono i suoi avversari, chiede perdono e lascia un'ultima disposizione. Mettete il mio cadavere su un carro trainato da due buoi e lasciateli andare.
Seppellitemi dove si fermeranno. I buoi, placidi, arrivano alla Basilica di San Giovanni in Laterano e lì si fermano. Finita qui, è morto, non lo perseguiteranno più queste voci? Infatti nasce una nuova leggenda nera. Sulla tomba di Silvestro II, quando erano presenti tante gocce d'acqua, quello era il segnale che stava per morire il Papa in carica. Un Papa un pochino ipocondriaco, il buon Innocenzo X nel 1648 decide di porre fine a questa leggenda. Apriamo la tomba, la aprono e trovano il Papa intatto, ma in un secondo si dissolve nella polvere.
Questa fu l'ultima magia del Papa che conosceva lo zero.
Trascrizione dell'episodio, generata automaticamente e rivista: possono restare imprecisioni.
L'autore
Francesco Iaia
Biografia in arrivo: chi è Francesco Iaia e perché ha scelto di raccontare questo podcast.