Riassunto dell'episodio
Nel XIII secolo, un cavaliere uccide erroneamente il proprio levriero dopo averlo scambiato per il carnefice di suo figlio. La tragica morte del cane dà vita a un incredibile e popolare culto di guarigione, che la Chiesa cattolica ha cercato di sradicare per quasi sette secoli.
Trascrizione
Il mondo da un altro punto di vista. Ma che storia è? Storie assurde, ma vere. Avete presente la classica frase un cane è il miglior amico dell'uomo? Bene, tenetela a mente, perché oggi vi racconto di come l'umanità è riuscita a ripagare questa amicizia nel modo più assurdo, tragico e grottesco possibile. Benvenuti a Ma Che Storia È. Oggi voliamo nella Francia del XIII secolo. Non ci sono ancora le cattedrali, ma andiamo in una campagna vicino al Lione.[00:47] In un bel castello della zona vive un ricco signorotto locale. Grande casa, servitù, un figlioletto neonato e soprattutto un fedelissimo levriero di nome Guinefort, un nobile cane elegante e un vero bravo cagnolotto da casa. Un giorno il signore e la dama escono lasciando il piccolo neonato, che abbiamo visto prima, nella sua culla in custodia della balia. La balia si distrae per qualche secondo, classico di queste storie, e nella stanza del bambino entra un ospite indesiderato, una vipera enorme e velenosa. Guinefort vede tutto, si frappone tra la vipera e la culla, e lotta contro la vipera. Il cane vince, sbrana la vipera, ma nella foga del combattimento la culla si ribalta e il pavimento si riempie del sangue della vipera.[01:42] E proprio in quel momento che rientra, il signore entra nella stanza del figlio e vede culla a terra, sangue ovunque, la balia distratta, a quanto pare ancora distrata. Guinefort gli viene incontro con le zanne ancora rosse e gli scodinzola come a dire, capo, ho sistemato la situazione. E il signore, il grande pensatore, fa 1 più 1 e fa 5. Ok, il cane si è mangiato mio figlio, senza riflettere un secondo sguaina la spada e zack, uccide il povero Guinefort sul colpo. Tuttavia, subito dopo, sente un vagito, scosta la culla e sorpresa, il bambino è sano e salvo, e la vipera accanto è fatta a pezzi. Immaginate a questo punto il senso di colpa di quest'uomo, si rende conto di aver fatto la gaffe del millennio, prende il corpo del povero Guinefort e lo seppellisce con tutti gli onori in un pozzo, ci getta sopra un mucchio di pietre e pianta una serie di alberi intorno per creare un luogo di memoria.[02:40] Fine della storia direte voi? Ma figuriamoci, è qui che la storia diventa veramente strana. La voce della tragedia si sparge nei villaggi vicini, la gente del posto non capisce solo che il cane era stato un eroe, ma si convince che il cane fosse un santo, avete capito bene? Nasce spontaneamente il culto di San Guinefort, il cane martire, e siccome nel medioevo il concetto di medicina era un po' creativo, la tomba di Guinefort diventa una meta di pellegrinaggio per le madri dei bambini malati. La gente credeva che se un bambino stesse male non fosse davvero malato ma che dei folletti lo avessero scambiato con un mimo malaticcio, e come si curava questa cosa sulla tomba del cane santo?[03:26] Con un rito semplicissimo, portavi il bambino alla tomba, facevi delle preghiere al levriero, e poi per sicurezza immergevi il neonato nelle gelide acque del fiume vicino. Se il bambino sopravviveva all'ipotermia, bene, San Guinefort lo aveva guarito, se moriva, beh ovviamente, vedi era un bambino finto lasciato dai folletti, quello vero è in cielo, una logica ferrea che non fa una grinza. Arriviamo alla metà del 200 e in zona passa un signore che di mestiere fa l'inquisitore domenicano, ah gli inquisitori, Stefano di Borbone, arriva nel bosco, vede i contadini che accendono candele, portano offerte prog e pregano devutamente a una tomba di un cane.[04:14] Scusate, ma chi è che state pregando? A San Guinefort. E chi sarebbe questo San Guinefort? È il levriero del signore che ha salvato tante vite. Immaginate la reazione di un inquisitore, e in quell'epoca c'erano diverse eresie in giro. Stefano di Borbone va su tutte le furie, dissotterra le ossa del cane, le fa bruciare pubblicamente, abbatte il boschetto e minaccia e scomunica chiunque continui a pregare il cane. Caso chiuso? Neanche per sogno, il culto di San Guinefort era così radicato ormai nella cultura popolare che è sopravvissuto all'inquisizione, alle guerre, a secoli e secoli, pensate che è attestato fino agli anni 30 del 900, praticamente l'altro ieri, la chiesa cattolica ha dovuto lottare contro il culto di un cane per quasi 700 anni.[05:09] Morente della favola, se il vostro cane viene verso di voi con aria devota e fiero di aver fatto qualcosa, beh studiate bene che cosa ha fatto, perché non si sa mai, potrebbe aver fatto qualcosa di miracoloso.
Trascrizione dell'episodio, generata automaticamente e rivista: possono restare imprecisioni.
L'autore
Francesco Iaia
Biografia in arrivo: chi è Francesco Iaia e perché ha scelto di raccontare questo podcast.