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S01 EP05 · 11 settembre 2026 · 10 min

Chi ha l'acqua e chi non ce l'ha

Gestione IdricaAndrea MinutoloAcqua PotabileSprechi D'AcquaAmbiente E Natura

Riassunto dell'episodio

In Italia si spreca ogni anno il 42% dell'acqua immessa in rete, mentre nel mondo oltre 2 miliardi di persone non hanno accesso a fonti sicure. Sandro Faraglia ripercorre i dati su razionamenti, ghiacciai alpini in scioglimento e consumo agricolo, con il geologo Andrea Minutolo su cosa non funziona nella gestione idrica italiana, chiudendo con consigli pratici per ridurre gli sprechi domestici.

Trascrizione

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La puntata di oggi è dedicata all'acqua, più precisamente al concetto di acqua inteso come bene prezioso. Sappiamo che l'acqua è una risorsa, ma non è una risorsa infinita, una risorsa cui attingere senza limiti. Ed è bene che tutti noi ci rendiamo conto di questo e ne prendiamo coscienza. Un saluto a tutti da Sandro Faraglia e bentornati su Ci Informi. Allora, per tutti noi è normale avere l'acqua o la corrente elettrica.

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Anzi, siamo talmente abituati che spesso non ci rendiamo conto che queste risorse non sono inesauribili. O meglio, ci rendiamo conto delle difficoltà che abbiamo, quelle poche volte in cui non possiamo disporne. Ricordo tutte le criticità che si dovettero affrontare quando ci fu il blackout elettrico nel settembre del 2003, oppure le difficoltà quando per esempio c'è un'interruzione nel flusso dell'acqua magari per via di qualche lavoro in corso. E purtroppo lo hanno sperimentato anche tutte le persone che a loro malgrado hanno subito un terremoto di elevata intensità. L'energia elettrica non è più disponibile, è la prima che va via, e l'acqua non è più potabile.

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Tuttavia, nonostante i disagi siano notevoli, la cosa per carità non è certo da augurare a nessuno, stiamo comunque parlando di episodi e di un numero di persone sicuramente limitato, per cui normalmente disponiamo in maniera costante e continuativa di queste risorse. C'è da dire che ci sono criticità anche in Italia, inutile negarlo, in particolare nelle regioni del sud e in molti comuni dove l'acqua è ancora razionata. Anzi ultimamente ci sono anche problemi in alcune regioni del nord, in Trentino per esempio, molti comuni sono stati costretti a emettere ordinanze di divieto di irrigazione per giardini e orti, limitando l'utilizzo dell'acqua al solo necessario domestico.

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A questo proposito c'è un interessante articolo di Chiara Daina, pubblicato sul Corriere della Sera, in cui si afferma che nel 2025 ben 2,7 milioni di famiglie hanno lamentato l'irregolarità nelle erogazioni di acqua e sono stati 17 i capoluoghi di provincia colpiti da misure di razionamento idrico, la maggior parte in Sicilia e Calabria con oltre un milione di residenti coinvolti. Ora fate salve queste premesse, ben più grave invece la situazione mondiale con persone che di questi beni non possono usufruirne praticamente mai. Secondo un recente report dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dell'Unicef, oltre 2 miliardi di persone al mondo non hanno accesso a fonti di acqua potabile ritenute sicure, quindi stiamo parlando all'incirca di una persona su quattro, un numero altissimo secondo me inaccettabile.

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Ecco quando i bambini non hanno accesso ad acqua sicura, a servizi igienici e igiene, la loro salute, la loro istruzione e il loro futuro sono a rischio, questo è quanto ha dichiarato Cecilia Sharp, direttrice wash dell'Unicef e partendo proprio da questi dati viene automatico pensare sì alla fortuna che noi abbiamo di avere l'acqua ma inevitabilmente anche alla quantità di acqua che sprechiamo, e qui con il triste riferimento a chi non ce l'ha proprio. Il nostro paese, pensate, ha il record di consumi in Europa, ben 9 miliardi di metri cubi all'anno e quello che è più grave è che gli impianti sono vecchi e inefficienti con infrastrutture obsolete e inadeguate per cui si perde addirittura il 42 per cento dell'acqua immessa nella rete, percentuale che tradotta in numeri equivale a oltre 150 litri al giorno per abitante e mi chiedo se questo sia giusto e soprattutto conveniente per noi, ripeto, oltre 150 litri persi al giorno per ogni abitante è davvero troppo.

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Nel nostro paese, questa è una dichiarazione del dottor Andrea Minutolo, geologo e responsabile scientifico di Legambiente, nel nostro paese manca una cultura dell'acqua perché dei 9 miliardi di metri cubi di acqua potabile se ne potrebbero risparmiare fino a 3,8 miliardi se solo si investisse di più nell'ammodernamento delle tubature e tra l'altro la riserva idrica nazionale è messa in pericolo da un inarrestabile pavimentazione del suolo. Solo nel 2024, che è l'ultimo anno analizzato dall'ISPRA, un istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, sono stati coperti 84 chilometri quadrati a fronte di appena 5 chilometri quadrati restituiti alla natura e a ciò si somma, conclude Minutolo, l'inquinamento atmosferico, concausa del riscaldamento globale, e a proposito di questo non dimentichiamo che al nord c'è il problema dei ghiacciai alpini che si stanno sciogliendo, pian piano stanno scomparendo e non alimentano più i nostri fiumi.

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È proprio di questi giorni la notizia che perfino sullo Stelvio, che è una località nota a tutti dove si pratica lo sci estivo, gli alberghi e gli impianti hanno chiuso proprio perché il ghiacciaio si sta sciogliendo e non è più praticabile. Sul tema interviene anche Assoutenti, sottolineando che uno degli aspetti meno conosciuti del consumo di acqua è quello legato alla produzione alimentare. Pensate che ad esempio per produrre un solo chilogrammo di carne bovina possono servire fino a 15.000 litri di acqua. Ecco insomma da tutte queste considerazioni emerge che questa emergenza deriva da più fenomeni che si sovrappongono e che richiedono interventi su più fronti.

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L'obiettivo è quello di risparmiare l'acqua riducendo gli sprechi. Ma come fare? Allora Minutolo elenca le strategie e dice che efficientare la gestione del servizio idrico è la cosa prioritaria. Non è possibile che quasi metà dell'acqua che viene messa in rete venga persa. Però a questo punto diventa fondamentale affrontare anche l'aspetto culturale legato all'utilizzo dell'acqua. E qui intervengono i nostri comportamenti a partire da quelli in agricoltura dove sarebbe opportuno incentivare il riuso delle acque reflue trattate che sono impiegate solo per lo 0,4% delle superfici irrigate e incentivare anche l'acquisto di tecnologie di irrigazione e di precisione per fornire acqua quando il terreno ne ha bisogno e soprattutto in quantità esatta.

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Ma è importante anche ridurre il nostro consumo domestico. Chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti. Un utilizzo con il rubinetto aperto consuma almeno una decina di litri di acqua oppure preferire la doccia piuttosto che il bagno in vasca e fare la doccia chiudendo il rubinetto quando ci si insapona. Per favorire l'abitudine di aprire il rubinetto a metà esistono anche in commercio rubinetti dotati di limitatore con lo scatto per la mezza apertura. Sarebbe opportuno anche utilizzare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico privilegiando magari i programmi che impiegano un minor consumo d'acqua e questo si evince dai vari libretti di istruzioni che accompagnano gli elettrodomestici.

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Prevedere recuperi d'acqua piovana tramite appositi contenitori collegati per esempio a discendenti in maniera tale da utilizzare quest'acqua per innaffiare. Installare sciacquoni dotati di doppio scarico e soprattutto segnalare le perdite idriche anche quando si vedono magari per strada, ormai tutte le aziende che gestiscono le reti idriche hanno un numero verde, quindi chiamare questo numero verde per segnalare guasti, dispersioni e perdite. Insomma in definitiva per dirla ancora con Assoutenti, solo con un cambio di mentalità e azioni concrete possiamo garantire a noi stessi e alle generazioni future l'accesso a questa risorsa vitale. Io vi ringrazio per l'ascolto e vi do appuntamento alla prossima puntata.

Trascrizione dell'episodio, generata automaticamente e rivista: possono restare imprecisioni.

L'autore

Sandro Faraglia

Sandro Faraglia

Biografia in arrivo: chi è Sandro Faraglia e perché ha scelto di raccontare questo podcast.