Riassunto dell'episodio
La magia della natura e dei suoni estivi rivive nella lettura appassionata del capolavoro dannunziano. Un dialogo intimo tra la voce narrante e la pioggia che trasforma i corpi dei protagonisti in elementi silvestri, fondendo uomo e ambiente in una simbiosi perfetta.
Trascrizione
Ciao, oggi insieme a te, che sei certamente una persona sensibile, voglio condividere una poesia straordinaria, non solo per la sua musicalità, ma anche per la sua coinvolgente passionalità, capace di esplorare emozioni umane, relazioni e rappresentazioni sentimentali. Una poesia tuttora attuale, La pioggia nel pineto del vate Gabriele d 'Annunzio. E la bella Ermione può prendere le sembianze di Antonella, di Mina, di Valentina, di Simona, di Paola, di Lucia, ma anche di Lorenzo, Roberto, Stefano, Angelo o di ogni altro nome della nostra persona amata.
Taci, sulle soglie del bosco non odo parole che dici umane, ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove sulle tamerici salmastre ed arze. Piove sui pini scagliosi ed irti. Piove sui mirti divini, sulle ginestre fulgenti di fiori accolti, sui gineppri franchi di coccole aulenti. Piove sui nostri volti silvani. Piove sulle nostre mani nude, sui nostri vestimenti leggeri, sui freschi pensieri che l 'anima schiude novella, sulla favola bella che ieri ti illuse, che oggi mi illude o Ermione. Odi?
La pioggia cade sulla solitaria verdura con un crepitio che dura e varia nell 'aria secondo le fronde più rade e men rade. Ascolta. Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura, né il cinerino, e il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, strumenti diversi sotto innumerevoli dita. E immersi noi siamo nello spirito silvestre, arborea vita viventi, e il tuo volto ebro è molle di pioggia come una foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, o creatura terrestre che hai tocco nome Ermione.
Ascolta. Ascolta. L 'accordo delle aeree cicale a poco a poco più sordo si fa sotto il pianto che cresce, ma un canto vi si mesce più roco che di laggiù sale, dall 'umida ombra. E piovuto è il sondo. E si allenta, si spegne. Solo una nota ancora trema, si spegne, risorge, trema, si spegne. Non s 'ode voce del mare. Or s 'ode su tutta la fronda scrosciare l 'argentea pioggia che monda, il pianto che varia secondo la fronda più folta, men folta. Ascolta. La figlia dell 'aria è muta, ma la figlia del limo lontano, la rana, canta nell 'ombra più fonda, chissà dove, chissà dove. E piove sulle tue ciglia, Ermione. Piove sulle tue ciglia nere, sì che a piangere tu mi sembri di pianto non bianca, ma quasi fatta vivente, par da scorza tu esca, e tutta la vita è fresca aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta, tra le palpebre gli occhi son come polle tra l 'erbe, i denti negli alveoli son come mandorle acerbe, e andiamo di fratta in fratta, or congiunti or disciolti, e il verde vigor rude ci allaccia i malléoli, c 'intriga i ginocchi, chissà dove, chissà dove! E piove sui nostri volti silvani, piove sulle nostre mani ignude, sui nostri vestimenti leggeri, sui freschi pensieri che l 'anima schiude novella, sulla favola bella che ieri mi illuse, che oggi ti illuse, o
Ermione
Trascrizione dell'episodio, generata automaticamente e rivista: possono restare imprecisioni.
L'autore
Roberto Spaziani
Biografia in arrivo: chi è Roberto Spaziani e perché ha scelto di raccontare questo podcast.