Riassunto dell'episodio
Quando Francis Ford Coppola decise di girare Apocalypse Now nella giungla, probabilmente non immaginava di scatenare una catena di disastri senza fine. Dalla sostituzione iniziale di Harvey Keitel fino all'arrivo di un Marlon Brando sovrappeso, il set si trasformò in un incubo. Eppure, proprio da questo caos nacque uno dei capolavori assoluti della storia del cinema.
Trascrizione
Il mondo da un altro punto di vista. Poltrona Popcorn — film, registi e il grande schermo. Chuck, si parla. Immagina di essere sul set di uno dei film più ambiziosi mai realizzati, se nel mezzo della giungla delle Filippine fa caldo, piove e gli spostamenti sono complicati, e davanti a te hai Francis Ford Coppola che sta cercando di girare quello che dovrebbe diventare Apocalypse Now, solo che c'è un problema, quasi niente sta andando secondo i piani. Ciao, io sono Gianluca Scaramella e questo è Poltrona Popcorn. Chuck, si parla. All'inizio Coppola aveva previsto circa quattro mesi di riprese, alla fine ce ne vorranno circa otto, e quella che dovrà essere una produzione cinematografica si trasformerà lentamente in una specie di incubo, ma partiamo dall'inizio.
Coppola aveva scelto Harvey Keitel per interpretare Willard, il protagonista. Dopo pochi giorni di riprese però, il regista si rende conto che qualcosa non funziona. Keitel interpreta Willard in modo troppo attivo. Coppola voleva invece un personaggio più passivo, quasi un uomo che osserva l'orrore intorno a lui. Così Keitel viene sostituito. Al suo posto arriva un giovane Martin Sheen, e proprio quando sembra la produzione possa finalmente ripartire, arriva il primo disastro. Un tifone colpisce le Filippine e distrugge una quantità enorme di oggetti sul set costruiti appositamente per il film. Tra il 40 e l'80% di alcune strutture viene danneggiato e la produzione viene fermata per settimane.
Immagina quindi di aver passato mesi a costruire una gigantesca scenografia nella giungla e poi arriva una tempesta e in poche ore non esiste più. Coppola torna negli Stati Uniti, il budget continua a salire e il film è sempre più in ritardo ma il peggio deve ancora arrivare. Quando le riprese ricominciano, gli elicotteri utilizzati per le scene di guerra non sono più disponibili perché appartengono all'esercito filippino. E quando scoppiano i combattimenti reali contro gli insorti nel sud del paese, gli elicotteri vengono richiamati. La troupe aspetta semplicemente che tornino questi elicotteri e quando finalmente arrivano bisogna organizzare nuovamente le riprese. Coppola deve perfino gestire il problema dei colori degli elicotteri che venivano ridipinti per passare dall'aspetto filippino a quello americano.
Ma poi succede qualcosa di molto più grave. Martin Sheen, il protagonista, ha un infarto, ed è a soltanto 36 anni e non succede in ospedale ma succede durante la lavorazione del film nella giungla. Sheen viene portato in ospedale e la produzione deve continuare senza di lui altrimenti il ritardo diventerebbe ancora più grande. Per alcune inquadrature viene utilizzato suo fratello Joe Estevez come controfigura e alcune scene vengono costruite in modo da poter essere girate senza mostrare chiaramente il volto di Sheen. Pensaci, stai girando un film sul viaggio dentro verso la follia e l'orrore della guerra e nel frattempo l'attore protagonista sta davvero rischiando la vita.
E quando finalmente arriva Marlon Brando, le cose di certo non migliorano. Brando arriva sul set molto più fuori forma di quanto Coppola avesse immaginato. Il problema è che il personaggio di Kurtz avrebbe dovuto essere quasi scheletrico e inoltre Brando non era preparato come Coppola si aspettava. Così il regista cambia completamente il modo di filmarlo. Invece di mostrare il corpo di Kurtz, mostra soprattutto il suo volto, ombre, buio, primi piani e quella che era nata come una soluzione a un problema diventa parte dell'estetica del personaggio. Ed è forse questa la cosa più incredibile di tutta la storia. Ogni volta che la produzione rischia di crollare, Coppola trasforma il problema in cinema.
Il tifone distrugge i set, si ricostruisce. Sheen ha un infarto, si gira intorno alla sua assenza. Brando non corrisponde fisicamente al personaggio, lo si nasconde nell'ombra. Gli elicotteri spariscono, si aspetta e si improvvisa. Alla fine Apocalypse Now arriva al cinema nel 1979 e diventa uno dei film più importanti della storia del cinema. Ma forse la cosa più inquietante è questa. Il film racconta il viaggio di un uomo dentro un inferno dal quale è sempre più difficile uscire. E guardando oggi quello che successe dietro le quinte, sembra quasi che quell'inferno non fosse soltanto davanti alla macchina da presa, ma era anche dietro la macchina da presa. Perché a volte le storie più assurde di un film non sono quelle che vediamo sullo schermo, ma piuttosto quelle che succedono per girarlo.
Trascrizione dell'episodio, generata automaticamente e rivista: possono restare imprecisioni.
L'autore
Gianluca Scaramella
Biografia in arrivo: chi è Gianluca Scaramella e perché ha scelto di raccontare questo podcast.