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S01 EP04 · 10 ottobre 2026 · 8 min

Natale a Bisanzio. Stivali rosso porpora.

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Riassunto dell'episodio

Nella Costantinopoli dell'820, la vigilia di Natale si trasforma in un thriller politico degno del Trono di Spade. Due amici d'infanzia, l'imperatore Leone V e il generale Michele, arrivano allo scontro finale tra congiure e vendette. Un racconto sorprendente che unisce potere imperiale e sangue e tradimenti nel cuore delle festività.

Trascrizione

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Il mondo da un altro punto di vista. Ma che storia è? Storie assurde, ma vere. Ed eccoci di nuovo alla ricerca di storie strane, assurde, particolari che col passare del tempo abbiamo dimenticato. E la storia di cui vogliamo parlare oggi è una storia natalizia, di serate di Natale, di clima natalizio, o almeno in parte. Se pensate che i pranzi di Natale in famiglia siano ad alto livello di tensione, sentite che cosa è successo alla corte dell'Impero bizantino nell'anno 820.

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Mettiamoci comodi perché questa è una storia che non ha nulla da invidiare al Trono di Spade. Vi do qualche ingrediente per prepararvi al tutto. Due migliori amici dall'infanzia, tradimenti alle spalle, stivali rosso porpora, una condanna a morte in calderone e un assassinio al sapore di canti natalizi. Bentornati a Ma che storia è? E adesso è il momento di viaggiare verso Bisanzio, Costantinopoli, l'attuale Istanbul. I protagonisti di questa storia sono due compagni d'armi, Leone e Michele. Leone è un figlio di nobili, bello, colto, ambizioso. Michele invece viene dalla Frigia, è figlio di contadini soldati, parla con una forte balbuzie, per questo è detto Balbo, è totalmente analfabeta ma è un genio dell'arte militare.

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I due sono amici per la pelle, fratelli d'arme. Insieme scalano i ranghi dell'esercito bizantino, vittoria dopo vittoria, esempio di coraggio dopo esempio di coraggio. Nell'813 Leone organizza un tradimento militare perfetto ai danni dell'imperatore in carica e riesce a prendersi il trono, diventando Leone V. E che cosa fa con il suo miglior amico? Michele lo copre d'oro, gli dà titoli e lo nomina suo braccio destro. Una classica storia di amicizia e potere insomma. Peccato che la storia ci insegna sempre che a Costantinopoli la lealtà duri meno di un gatto in tangenziale. Diciamolo, Costantinopoli non era un bel posto per diventare imperatori.

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Passano sette anni, siamo nell'autunno dell'820 e Leone inizia ad ascoltare delle voci, delle soffiate. Guarda che il tuo amico Michele sta organizzando un colpo di Stato per farti fuori. Leone all'inizio non ci crede, ma la vigilia di Natale dell'820 trova delle prove e Leone agisce rapidamente. Michele viene arrestato e confessa. Leone va su tutte le furie e firma la condanna a morte immediata. Infiliatelo nella grande caldaia di bronzo che scalda le terme del palazzo. Praticamente voleva bollirlo vivo.

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Ma sapete chi salva Michele? La moglie l'imperatrice Teodosia. Va dal marito e gli dice, ma ti sembra il caso di bollire vivo il tuo miglior amico proprio la notte di Natale? È di cattivo augurio per le feste. Leone si fa convincere. Ahimè, sospende l'esecuzione, fa incatenare Michele e rimanda la bollitura dopo le feste. Forse pure per non rimanere troppo pesante. La notte di Natale però Leone non riesce a dormire. Forse tormentato dai dubbi. Avrà ricevuto il fantasma del Natale passato. Non si sa. Tuttavia ad un certo punto decide di scendere di nascosto nelle prigioni per guardare il suo rivale incatenato.

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Vede la guardia che dorme e Michele che ronfa tranquillo. Leone se ne va senza dire una parola. Solo che c'è un dettaglio. Nascosto nella cella c'era il servo di Michele che nella penombra nota un particolare inconfondibile. Gli stivali rosso porpora. Solo l'imperatore in persona poteva portarli. Il servo sveglia Michele. Sveglia Michele, l'imperatore è appena sceso a controllarti, sa che le guardie dormono. Domani mattina ci ammazza tutti. E lì Michele ha un colpo di genio. È il momento di giocarsi il tutto per tutto. Convince la guardia a lasciar uscire un suo messaggio.

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Col pretesto di chiamare un prete per l'estrema unzione. In realtà il messaggero va dritto dai congiurati in città. Con un ordine perentorio. O stasera tirate fuori il vostro imperatore o vi denuncio tutti e moriamo insieme. All'alba di Natale dell'820 la cattedrale imperiale è pronta per la messa dell'ora sesta. Entrano i monaci con i cappucci tirati giù per il freddo e in mezzo a loro travestiti da frati ci sono i fedelissimi di Michele. Con i pugnali sotto le tonache. L'imperatore Leone V entra. Si appassiona di canto sacro.

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E mentre la musica copre ogni rumore i monaci tirano fuori le loro lame. Leone prova a difendersi con tutto quello che trova. Una pesante croce di bronzo, un incensiere, grida aiuto. Ma le guardie sono già state neutralizzate. Gli tagliano un braccio che impugnava la croce e lo finiscono lì, ai piedi dell'altare. Ed ora la parte più surreale. Vanno a prendere Michele nelle segrete per incoronarlo immediatamente. Ma i fabbri non si trovano, è pur sempre Natale. Le chiavi dei ceppi non ci sono e così Michele II, il Balbo, viene incoronato imperatore di Bisanzio con le catene e i ceppi ancora attaccati alle caviglie.

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Siede sul trono imperiale sballottando ferro ad ogni passo. Alla fine Michele regnerà per nove anni, una durata incredibile per un imperatore bizantino. Il clero e i nobili lo odiavano. Era grezzo, parlava male, balbettava. Per di più, per legittimare il suo potere, fece togliere i voti alla figlia di un ex imperatore e la sposò di forza. Eppure, contro ogni previsione, Michele II fu uno dei pochissimi imperatori bizantini all'epoca a morire di morte naturale nel suo letto, lasciando il trono a suo figlio e dando inizio ad una nuova dinastia. La morale di questa incredibile storia bizantina? Se la notte di Natale vedete qualcuno girare in casa con gli stivali rosso porpora, potrebbe non essere Babbo Natale, ma il vostro imperatore che sta controllando se siete incatenati a dovere.

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A presto e alla prossima puntata!

Trascrizione dell'episodio, generata automaticamente e rivista: possono restare imprecisioni.

L'autore

Francesco Iaia

Biografia in arrivo: chi è Francesco Iaia e perché ha scelto di raccontare questo podcast.