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S01 EP01 · 24 luglio 2026 · 9 min

Qualità dell'Acqua

PFASDecreto LegislativoAcqua PotabileInquinantiAmbiente E Salute

Riassunto dell'episodio

Il nuovo decreto legislativo 102/2025 recepisce la direttiva europea sull'acqua potabile e fissa limiti severi per i PFAS, gli inquinanti eterni presenti in tessuti impermeabili, padelle antiaderenti e cosmetici. Si parla del ruolo del gestore della distribuzione idrica interna e delle scadenze fino al 2027, quando entrerà in vigore anche la soglia per il TFA: la qualità dell'acqua riguarda ogni piatto che portiamo in tavola.

Trascrizione

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Ciao a tutti, un saluto da Sandro Faraglia che vi dà il benvenuto sul Ci Informi. Oggi parleremo dell'acqua, in particolare dell'acqua che sgorga dai nostri rubinetti. Ci dà lo spunto un articolo a firma di Tecla Biancolatte, perché prossimamente entrerà in vigore un nuovo decreto che stabilirà i precisi parametri di qualità e di sicurezza che dovrà avere l'acqua che esce dal rubinetto. Ma prima vorrei parlarvi di un'altra cosa, di una cosa che si chiama PFAS. Non è una parolaccia, ma sono delle sostanze nocive che possono stare nell'acqua, che scientificamente si chiamano sostanze polifluoroalchiliche, ma detto in parole povere, sono dei composti chimici artificiali noti come inquinanti eterni.

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Perché inquinanti eterni? Perché non si degradano nell'ambiente, si accumulano nell'organismo e possono causare rischi sia per il fegato che per la tiroide. Queste sostanze, che ormai vengono usate dal 1950, si trovano sia in processi industriali che in prodotti di uso quotidiano, che possono essere tessuti impermeabili, padelle antiaderenti, imballaggi, cosmetici. Il problema è che sono invisibili, sono inodori e quindi non ce ne possiamo rendere conto bevendo l'acqua se ci sono o meno, ma ce ne possiamo rendere conto solo dopo sofisticate analisi di laboratorio.

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Ora, che succede? Che appunto dal 13 luglio questi PFAS vengono normati, nel senso che è stato fissato in 20 nanogrammi per litro il limite massimo che può essere contenuto nell'acqua. Questa cosa è particolarmente importante perché, al di là del fatto che agisce sulla nostra salute, l'acqua entra a far parte della filiera della sicurezza alimentare come materia prima, ed è un cambio che investe in qualche maniera il mondo della gastronomia, in quanto l'acqua serve per lavare le verdure, cuocere la pasta, preparare brodi, fare il ghiaccio, serve per le macchine del caffè, le caraffe che portiamo sulla tavola. Insomma, non è solo l'acqua che beviamo: è presente in ogni preparazione, però raramente, come dice appunto Tecla Biancolatte, viene considerata una parte della qualità complessiva di un piatto. E queste norme di questo decreto legislativo, che poi è il 102 del 2025, non fanno altro che recepire una direttiva europea sull'acqua potabile: in particolare, non basta più che l'acqua esca conforme dall'acquedotto pubblico come attualmente è, occorre verificare che rimanga anche dopo aver attraversato le varie tubature interne, serbatoi, gli autoclavi, i filtri, gli impianti che possono essere presenti negli edifici e quindi evitare che l'acqua possa contaminarsi durante il trasporto o la conservazione e possa mantenere le proprie caratteristiche anche nell'ultimo tratto di percorso, quello che poi arriva al consumatore finale.

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Ora, per far questo, chiaramente ci serve un controllore, qualcuno che controlli questa qualità, e questo il decreto lo individua nel gestore della distribuzione idrica interna, che non è necessariamente una persona che deve essere nominata, ma è una persona che ha un ruolo che può essere svolto dal proprietario dell'immobile, piuttosto che dall'amministratore di un condominio o dal direttore di una struttura, o comunque un soggetto qualsiasi che abbia la responsabilità dell'impianto. Gli edifici prioritari, in particolare come strutture sanitarie o scolastiche o ricettive, possono delegare questo compito, per verificare appunto che tubazioni, serbatoi, autoclavi e altri componenti dell'impianto non compromettono la qualità dell'acqua.

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Questo è un primo risultato importante, ma ce n'è anche un altro, perché dal 31 dicembre 2026 entreranno in vigore anche nuove regole europee su tutti i materiali che sono destinati ad entrare in contatto con l'acqua: in particolare parliamo di tubi, di raccordi, di guarnizioni, di rivestimenti, tutti i componenti degli impianti, e questi dovranno rispettare requisiti che sono stati stabiliti a livello comunitario ed hanno l'obiettivo di ridurre il rischio che rilascino sostanze indesiderate nell'acqua destinata al consumo umano. C'è una data ancora più importante, che è un po' più in là, che è quella del 13 gennaio 2027, che è quella che riguarda il TFA, che è un particolare componente dei PFAS di cui parlavamo prima, l'acido trifluoroacetico, che è uno dei più pericolosi, uno degli inquinanti emergenti che attualmente sono più osservati nella comunità scientifica europea.

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La soglia verrà fissata a 10 nanogrammi per litro, e questa è una molecola che è abbastanza diffusa sul pianeta e deriva dal degrado di altri prodotti chimici, come gas refrigeranti, pesticidi, e quindi è diffusa ovunque, compresa l'acqua potabile. Anche questo componente verrà monitorato nell'acqua che arriva al rubinetto, però io mi auguro personalmente che questo venga fatto anche sulle acque che noi compriamo, che molti di noi comprano al supermercato, nei negozi: mi riferisco alle acque in bottiglia confezionate, bottiglie di plastica piuttosto che di vetro, perché queste portano delle etichette, e le etichette riportano una serie di notizie obbligatorie, e tutte le aziende che producono acqua minerale si attengono a questa normativa, quindi le etichette sono esattamente nella norma.

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Il problema è che queste etichette possono riportare il residuo, piuttosto che i componenti in termini di sodio, di magnesio, di potassio, o la durezza dell'acqua, il pH e quant'altro, ma non c'è nessun obbligo che gli imponga di riportare la quantità di PFAS o di TFA, che sono i due veleni di cui noi prima parlavamo. Ecco, io mi auguro che a breve anche nelle acque minerali che compriamo questo componente possa essere evidenziato, in maniera tale che tutti noi possiamo renderci conto a che cosa andiamo incontro. La salute è una cosa importante, e dell'acqua ne facciamo grande uso, come sapete, sia per berla sia per tutte le attività in cucina, come dicevamo prima, e quindi è importante sapere che cosa ingeriamo nel nostro organismo.

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Ecco, spero di avervi dato un'informazione abbastanza completa, e ancora un saluto a tutti.

Trascrizione dell'episodio, generata automaticamente e rivista: possono restare imprecisioni.

L'autore

Sandro Faraglia

Sandro Faraglia

Biografia in arrivo: chi è Sandro Faraglia e perché ha scelto di raccontare questo podcast.