Riassunto dell'episodio
Tra transizione ecologica e normative europee, l'episodio valuta i tempi e i costi delle tecnologie energetiche. Viene discusso il recente disegno di legge sui reattori nucleari modulari e la loro futura integrazione in Italia.
Trascrizione
Il mondo da un altro punto di vista. Ci Informi — attualità, ambiente, idee in movimento. Notizie utili per tutti. Nella puntata odierna di Ci Informi affronteremo l 'argomento energetico, in particolare metteremo a confronto l 'energia nucleare con le energie rinnovabili. Certo, su questo tema hanno disquisito fiori di professori, luminari, esperti in materia, che hanno anche espresso pareri discordanti — ovviamente motivandoli — e schierandosi tra chi è favorevole al nucleare e chi ha le rinnovabili. Ma io non pretendo certo di trattare in pochi minuti un argomento così complesso e delicato che meriterebbe invece ore di dibattito.
Mi limiterò ad esaminare sinteticamente i pro e i contro di ciascuno tipo di energia. E allora partiamo dalle energie rinnovabili che sono quelle che non derivano da combustibili fossili come gas e petrolio, ma da fonti naturali come il sole, il vento, l 'acqua, le biomasse o il calore della terra. Quindi parliamo sostanzialmente di impianti fotovoltaici, impianti solari, eolici e geotermici. Quali sono i vantaggi di questa energia? Non producono innanzitutto emissioni, quindi zero gas, zero anidride carbonica, con conseguente abbassamento dell 'inquinamento atmosferico e diminuzione delle malattie respiratorie. C 'è poi da dire che sono alimentate da risorse rinnovabili, essendo dipendenti da sole, vento, calore della terra, sono inesauribili e per questo si chiamano rinnovabili, non come i combustibili fossili che invece sono risorse limitate.
Inoltre è facile realizzare gli impianti ed i tempi di realizzazione sono piuttosto veloci, sicuramente molto più veloci di quanto non ci voglia per costruire una centrale nucleare. In più forniscono vantaggi economici, se solo pensate agli impianti fotovoltaici anche di uso domestico, si riscontrano buoni risparmi in bolletta e l 'investimento iniziale viene ammortizzato in tempi accettabili anche grazie agli incentivi fiscali. Infine sono indipendenti da altri paesi. La produzione energetica si avvale di fonti naturali e quindi non c 'è approvvigionamento da paesi terzi, se non nella fase impiantistica iniziale per cui inevitabilmente i pannelli per impianti fotovoltaici o le pale per le eoliche vengono sostanzialmente prodotti all 'estero e in grandi quantità in Cina e anche in altri paesi asiatici.
Questi vantaggi passiamo a esaminare gli svantaggi. Il primo è che la produzione non è continua perché quando non c 'è il sole o il vento l 'energia non viene prodotta. Ora questo problema può essere risolto tramite un sistema di accumulatori che immagazzinano energia e la restituiscono poi all 'occorrenza e questo ha sicuramente dei costi aggiuntivi. A tutto ciò fa eccezione l 'energia geotermica che, estraendo calore dal sottosuolo, fornisce una produzione continua. Inoltre i grandi impianti fotovoltaici in particolare occupano molto spazio e a volte deturbano il paesaggio o addirittura rubano spazio alle superfici agricole destinate alle coltivazioni.
In più si hanno costi elevati soprattutto nella fase iniziale della realizzazione e soprattutto se si tratta di grossi impianti per cui c 'è bisogno di ingenti investimenti. Questi sono i pro e i contro delle energie rinnovabili. Passando invece all 'energia nucleare cerchiamo innanzitutto di descrivere in maniera elementare come funzionano, aiutandoci in questo anche con informazioni pubblicate sul sito internet di Engie. Allora l 'energia nucleare si forma all 'interno di complessi apparati che sono i reattori nucleari grazie ad un processo che si chiama fissione nucleare. Sostanzialmente gli atomi di uranio vengono colpiti da neutroni all 'interno del reattore e vengono scissi in altre particelle più piccole.
Durante questo processo viene liberata una grande quantità di calore che viene poi trasformato in vapore il quale a sua volta aziona le turbine collegate ai generatori di energia elettrica. Ecco detto questo in maniera molto semplicistica esaminiamo vantaggi e svantaggi di questa tecnologia. Innanzitutto produce ridotte emissioni di anidride carbonica CO2. È un 'energia che rispetto alle tradizionali forme di energia non si serve di combustibili fossili come petrolio, gas e carbone e quindi non genera gas serra o polveri sottili. Anche se per l 'estrazione dell 'uranio e i trattamenti successivi del trasporto ci sono comunque emissioni di CO2 ma comunque nel complesso come dicevamo in misura molto inferiore rispetto a quanto causato dai combustibili fossili.
È inoltre indipendente dalle condizioni atmosferiche e dall 'ubicazione in quanto il nucleare è una fonte energetica continua in quanto non dipende dalle condizioni atmosferiche tipo vento o sole né dalla posizione geografica. In più occupa anche meno terreno. Pensate che un impianto per la produzione di energia nucleare occupa un 'area almeno 360 volte inferiore rispetto ad un impianto eolico che genera la stessa quantità di energia. È di 75 volte inferiore rispetto ad un impianto solare. Quindi è una tipologia che crea meno impatto sul territorio e poi produce grandi quantità di energia perché un chilo di uranio è in grado di fornire la stessa energia per cui sarebbero richieste 60 tonnellate di gas naturale, 80 tonnellate di petrolio o addirittura 120 di carbone.
E poi è disponibile come materia prima con grandi vantaggi perché mentre una grande quantità di combustibili fossili proviene da paesi con un clima politico un po' instabile come per esempio Algeria, Libia, Russia o altri, oltre metà dell 'uranio viene invece estratto in paesi come il Canada, il Kazakistan o l 'Australia che sono in buoni rapporti con l 'Unione Europea. Analizzando i contro invece registriamo che energia nucleare è una fonte non rinnovabile nel senso che l 'uranio che viene utilizzato è una risorsa disponibile in quantità limitate e quindi destinata all 'esaurimento. In più impone un alto investimento ed elevati tempi di realizzazioni. Considerate che le centrali nucleari sono strutture estremamente complesse e sofisticate e quindi hanno bisogno di vari sistemi di sicurezza perciò sono costose e ci vogliono anche parecchi anni prima che entrino in funzione.
L 'utilizzo di queste centrali comporta anche la produzione di scorie radioattive. La fissione nucleare genera infatti dei rifiuti che non possono essere assimilati ai rifiuti normali. Vanno quindi individuati appositi siti e anche i depositi dove vengono alloggiati gli scarti radioattivi devono essere sicuri e affidabili per non rappresentare un rischio per l 'ambiente e per la salute pubblica. Infine ci possono essere rischi per potenziali incidenti. Diciamo che pur non dimenticando gli ultimi incidenti occorsi in centrali nucleari come Chernobyl nel 1986 o, più di recente, Fukushima nel 2011, i reattori di terza generazione, i cosiddetti SMR, che si pensa di costruire anche in Italia, ora ne parleremo, hanno sistemi di sicurezza automatici che non hanno bisogno né dell 'intervento dell 'uomo né dell 'elettricità.
Ma qual è la situazione in Italia? Proprio ultimamente c 'è stata un 'apertura verso il nucleare con un disegno di legge firmato dal ministro dell 'ambiente, Gilberto Pichetto Fratino. La legge, approvata alla Camera ma non ancora al Senato, darà al governo dodici mesi per scrivere i decreti attuativi riguardo alla costruzione, alla sicurezza e alla gestione degli impianti. La scelta degli impianti dovrebbe ricadere proprio sui cosiddetti SMR, che sono dei mini reattori nucleari modulari in sostituzione delle grandi centrali del passato. Secondo il ministro il primo impianto operativo è stimato non prima del 2034 -35. Ora io spero di sbagliare, ma mi sembra una previsione ottimistica visto anche gli sforamenti temporali ed economici che in impianti del genere sono all 'ordine del giorno.
Ecco, spero di avervi fornito, sebbene sinteticamente, un quadro sufficientemente completo, fermo restando che i due tipi di energia non sono certo alternativi, ma possono tranquillamente coesistere. Certo, l 'utilizzo di energie rinnovabili dà risultati più immediati in quanto ai tempi di realizzazione degli impianti sono molto più veloci rispetto ai reattori nucleari. E questo è un fattore da prendere in considerazione, soprattutto in vista delle nuove normative europee sull 'emissione di gas e sull 'inquinamento atmosferico, che avranno parametri più restrittivi degli attuali e che entreranno in vigore nel 2030, quindi prossimamente, tra poco più di tre anni, e quindi bisognerà anche sbrigarsi a fare qualcosa. Ma, parallelamente, si può procedere anche con il nucleare, grazie anche alla sicurezza che danno le nuove tecnologie, ma con la consapevolezza che in Italia stiamo partendo da zero, e ci vorranno almeno tra i 12 -15 anni, salvo imprevisti, per avere un esercizio a regime, e per allora comunque potrà tornare utile anche il nucleare.
Sandro Paraglia vi ringrazia ancora per l 'ascolto e vi dà appuntamento per la prossima puntata di Ci informi.
Trascrizione dell'episodio, generata automaticamente e rivista: possono restare imprecisioni.
L'autore
Sandro Faraglia
Biografia in arrivo: chi è Sandro Faraglia e perché ha scelto di raccontare questo podcast.